Tony Esposito protagonista eccellente degli anni '80 conferma il suo spessore artistico non solo nella musica ma anche nella pittura.
06 NOVEMBRE 2009               di

Tony, da quale dei tuoi pezzi ti senti meglio rappresentato? Quale è il tuo “marchio musicale?
“Malgrado “Kalimba de Luna” abbia venduto cinque milioni di copie e sia stata interpretata da molti artisti anche internazionali, devo dire che quando mi addormento la sera e ripasso mentalmente quello che ho fatto fino ad adesso non penso a questo brano ma a dischi come “Rosso Napoletano”. Sono stato il primo a portare le percussioni in Italia, la worldmusic, la musica africana, contaminazioni di musica tribale. E' questo il mio cammino e il mio percorso.”.

Quali sono i tuoi progetti musicali? Stai preparando un cd?
“Sto preparando un cd su Napoli, sul ritorno alla mia città natale. Quando vado, mi fanno incontrare tutti questi gruppi di giovani napoletani, Almamegretta, 99 posse, e allora ho chiamato tutti per farli suonare la mia musica: da Bennato ai gruppi di rappers più duri dei centri sociali. Si chiamerà 'Il suono della mia città'.”.

Sei un artista poliedrico, 3 anni fa hai esposto durante una collettiva a Castel Sant'Angelo insieme a musicisti pittori come Franco Battiato, Paolo Conte, Gino Paoli, Dario Fo'.
“Sì, è stata una mostra che ha avuto un buon successo. Mi sono diplomato all'Accademia di Belle Arti di Napoli infatti nasco come artista pittore e ho dipinto anche stampe per abiti. Ho sempre avuto la passione per la moda: negli anni ‘70 ho disegnato molte stoffe e addirittura mi commissionarono anche delle cravatte, erano incredibili: ispirati alle pelli dei serpenti, corallo, verde smeraldo.

Dove prendi ispirazione?
“Essendo un esponente della "wordmusic" mi piace la contaminazione etnica non solo nella musica ma anche nella moda. Amo lo stile tribale, archetipale. Ho girato molto in America Latina e in Africa e lì ho preso moltissimi spunti. ”.

Cosa pensi della moda attuale?
“Mi piace, sono tornati gli anni '60 con i colori pop-acidi e gli anni '80. Quello che non sopporto è il cattivo gusto e la volgarità data da accrocchi pesanti, quando ad esempio si esagera con i plissé o le spalline.”.

Qual'è il legame per te tra musica e moda?
“Ci sono dei musicisti che partono dal testo o dalla musica, per me l'ispirazione parte da un suono che mi colpisce e da lì costruisco il pezzo. La stessa cosa avviene nella moda, parto da un colore e poi costruisco l'abito.”.

Uno sguardo indietro. Suggerimenti di moda, nelle interviste dei mesi precedenti
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