Come definirebbe il suo stile?
Dipende dalle giornate, dallo stato d’animo. Il mio stile è come un ventaglio, come una palla stroboscopica da discoteca.
Il miglior complimento che ha ricevuto?
Quando Paolo Conte ha definito il mio modo di cantare modernissimo ed insieme arcaico e la mia voce color arancione scuro che sa di spezia amara e rara.
Il suo stilista preferito?
Non m’innamoro degli stilisti, mi appassiono ai singoli capi. Tuttavia ho un rapporto privilegiato con Gianluca Capannolo, stilista abruzzese che utilizza geometrie e materiali insoliti, plastica e cotone, seta e silicone.
Come gli abiti che ha indossato a Sanremo?
La prima sera avevo un abito in seta che sembrava un uovo, con un’ampia scollatura sulla spalla destra, poi un vestito bianco drappeggiato scollato sul davanti e l’ultima sera addirittura un vestito realizzato col tessuto delle mute da sub, plissettato e leggerissimo. Tutte idee di Capannolo.
Un capo a cui è legata particolarmente?
Un vestito che arriva da un corredo dell’Ottocento ereditato da un’amica di mia suocera.
Le piace il vintage?
Ci sono due modi d’intendere il vintage, quello chic e quello dei negozietti dove si ascolta musica anni ’80, come quello che frequento a Milano, “Napoleone”, un negozio imperdibile.
Il suo colore preferito?
Quelli accesi come l’arancio, il turchese, il blu elettrico. Un colore si deve vedere, altrimenti è meglio non metterlo ed usare il bianco e il nero.
Il suo ultimo acquisto?
Una borsa enorme di Vicini per il prossimo inverno.
Non uscirebbe mai senza…
Proprio la borsa! Per il resto non ho bisogno di accessori particolari. Crescendo ho imparato a calibrare il mio gusto e ad apprezzare l’essenzialità. Come dice la grande Chiara Boni, con un jeans e una t-shirt o camicetta bianca non sbagli mai, purché le scarpe diano personalità a quello che indossi. Lo stesso vale per il look tubino-scarpe da ginnastica che è stato a lungo la mia soluzione preferita.

