È il cattivo più accattivante del cinema italiano. E’ l’attore più talentuoso del momento, ma è l’antidivo per eccellenza, altro che dandy.
06 NOVEMBRE 2009               di Timisoara Pinto

Distratto nel look, direi di partire dal profumo. Quale usa?
“Nessuno. A dire la verità, sono contrario ai profumi, anzi non li sopporto, abbassano il desiderio sessuale.”.

Il suo ultimo acquisto?
“Slip da un marocchino. Avrei preferito i boxer ma non li aveva.”.

Il pezzo vintage nell’armadio?
“Un chiodo bellissimo che indossavo durante le riprese del film di Ago Panini, Aspettando il sole. Di solito, non conservo mai nulla di quello che indosso sul set, ma questo l’ho chiesto in ginocchio alla produzione.”.

C’è un capo o un accessorio a cui non rinuncerebbe mai?
“Le mie scarpe più vissute, un paio di stivaletti neri con un elastico laterale di Miu Miu. Li ho già fatti riparare diverse volte, li porto almeno da quattro anni e non sono riuscito a trovarne di uguali.”.

Qualcosa che non toglie mai di dosso?

“Un bracciale d’argento che mi ha regalato Delfina, e un altro a forma di chitarra il cui manico gira intorno al polso.”.

Una cosa che ha portato da un viaggio?
“Un berimbao dal Brasile. E’ uno strumento musicale a corda pizzicata di origine africana.”.

Un negozio all’estero?
“The Great Frog a Londra, in una traversa di Carnaby Street. E’ molto frequentato dalle rockstar”.

Altri progetti?
“Sto ricominciando a suonare con il mio vecchio gruppo e sto cercando di metterne su un altro.”.

Un posto dove andare la sera?
“Il Contestaccio, un locale dove è possibile fare musica dal vivo. Il giovedì è la serata dei gruppi emergenti della scena musicale alternativa.”.

Uno sguardo indietro. Suggerimenti di moda, nelle interviste dei mesi precedenti
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