Quanto le piace lo shopping?
E’ la mia distrazione, quando sono triste o arrabbiata devo gratificarmi. Il paradosso è che proprio nei momenti in cui non ho soldi compro moltissimo e viceversa. A Roma ho due negozi di riferimento: uno è Marina Lari al Fleming e l’altro è DM a Via Antonelli, nel quartiere Parioli, dove vendono gli abiti di Aspesi che mi fanno veramente impazzire perché hanno tagli modernissimi e stoffe speciali.
A quale capo non rinuncerebbe mai?
Ai jeans: li indosso tutti i giorni con magliette differenti. In alternativa indosso vestitini. Non amo tanto la griffe, bensì la qualità: ho alcuni pezzi di Aspesi da quindici anni e continuo a metterli. Spendo tantissimo, ma l’abbigliamento mi dura una vita.
Cosa contraddistingue il suo look?
Ho sempre una collana, un paio d’orecchini, un bracciale o un paio di scarpe abbinate al vestito che catalizzano l’attenzione e regalano energia al resto. Non mi interessa un eccesso di perfezione: cerco piuttosto contrasti e proporzioni con un massimo di tre colori mescolati e una spiccata preferenza per i toni freddi come i grigi, i verdi e il rosa spento.
Il vintage trova spazio nel suo armadio?
Ogni tanto sfoggio i vestiti di sartoria di mia nonna. Ci sono capi da gran serata, cuciti con piombi e perline, ma pure capi meno impegnativi. Mi è anche capitato di organizzare un mercatino con Michele Mirabella e Maurizio Micheli come imbonitori: sono stati appuntamenti domestici molto divertenti con amici e colleghi!
Ricorda il suo ultimo acquisto?
Un paio di mutandine americane di Marina Lari con i pizzi che generalmente detesto, ma in questo caso mi hanno colpito poiché non segnano e non prudono.
Non esce mai senza...
Il braccialetto alla caviglia che d’estate è fisso, ma sono arrivata a infilarlo sotto alle calze grigie trasparenti persino d’inverno: è troppo sexy!

