Che rapporto ha con lo shopping?
“Nessuno, perché ho la fortuna di essere vestito da altri grazie al mio mestiere. Mi occupo soltanto di mia moglie e mio figlio, andando a colpo sicuro in quanto conosco i loro gusti. Se devo proprio comprare abiti per me durante una tournée privilegio la comodità, la vestibilità e la semplicità”.
A Roma preferisce alcuni negozi?
“Viviamo nel centro storico e quindi possiamo girare a piedi per le nostre esigenze. Mia moglie non vuole spendere molti soldi per l'abbigliamento e lo trovo giusto: data la condizione attuale del nostro Paese sarebbe uno schiaffo alla povertà! Per i doni delle ricorrenze ci rivolgiamo a “Degli Effetti” a Piazza Capranica o a Dolce & Gabbana che vestono me e ormai sono nostri amici”.
Quale accessorio la contraddistingue?
“Adoro i cappelli. Li compro per me e per mia moglie.”.
C'è un capo di abbigliamento con cui si sente a suo agio?
“Le scarpe da ginnastica. Le indosso anche in occasioni serali ed eleganti, magari nere per non dare nell'occhio. Odio i mocassini e le suole rigide anche quando sarebbero d'obbligo”.
Ha un pezzo vintage nell'armadio?
“Cappotti, giacche e camicie di mio padre: per fortuna abbiamo la stessa taglia e quando le metto provo un senso di piacere e tenerezza nel ricordarlo e far rivivere i suoi abiti”.
Se deve tradire Dolce & Gabbana a chi si rivolge?
“Quando raramente mi allontano dalla loro ricerca di modernità originale, allora voglio il classico: Gautier, Yves Saint Laurent o Valentino”.
A cosa non rinuncerebbe mai?
“Agli occhiali da sole. Ne ho una collezione, ma li perdo spesso e li ricompro in continuazione ovunque capiti. Non sopporto le luci forti e ho gli occhi molto sensibili, quindi li tutelo in tutte le stagioni”.
Non può vivere senza...
“Il mio orologio. Si vede bene anche di notte. E' un Panerai. Dormo sempre in posti diversi e vivendo negli alberghi non mi ricordo mai dove sono, cerco allora di sapere con certezza almeno l'ora”.

